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Il teatro greco di Siracusa rivive con i Persiani di Eschilo: quando l'antico diventa contemporaneo

Il teatro greco di Siracusa rivive con i Persiani di Eschilo: quando l'antico diventa contemporaneo

La Redazione ·4 marzo 2026 15:28

Una coincidenza affascinante ha voluto che quest'anno l'Istituto Nazionale Dramma Antico presentasse al Teatro Greco di Siracusa i Persiani di Eschilo, l'opera che oggi sembra parlare direttamente al nostro tempo. Pianificata tre anni prima, questa rappresentazione della più antica tragedia giunta integra fino a noi acquista oggi una risonanza sorprendente. Non si tratta semplicemente di una rievocazione storica: è il racconto della disfatta della flotta persiana a Salamina, ma filtrato attraverso una lente che il regista Àlex Ollè descrive con precisione straordinaria. Ciò che emerge è lo smarrimento di un popolo intero e dei suoi governanti dinanzi a una sconfitta brutale e inaspettata, una meditazione sulla fragilità di chi crede nell'eternità del proprio potere.

Questa stagione dell'Inda, che si estenderà dal 13 aprile al 28 giugno, rappresenta ben più di una semplice programmazione teatrale. Nel semicerchio di pietra che ha accolto spettatori per millenni troveranno spazio quattro produzioni di straordinaria importanza. Accanto ai Persiani, il pubblico potrà assistere all'Alcesti di Euripide nella visione di Filippo Dini, all'atto conclusivo del trittico tebano sofocleo affidato alla regia di Robert Carsen, e al ritorno dell'Iliade di Giuliano Peparini, un allestimento che mescola giovani talenti della scuola di teatro dell'Inda con interpreti di fama consolidata.

La stagione si apre con un momento dedicato alle nuove generazioni: dal 13 al 16 aprile, l'Iliade sarà presentata in anteprima scolastica con quattro repliche che vedranno protagonisti i giovani attori in formazione. Successivamente, il calendario si sviluppa con una progressione che rispetta la grandezza di queste opere. L'8 maggio debutta l'Alcesti, tradotta dal greco da Elena Fabbro, seguita il giorno dopo dall'Antigone di Sofocle nella traduzione di Francesco Morosi. Quest'ultima rappresenta il suggello del personale viaggio teatrale di Carsen attraverso Tebe, un percorso iniziato con l'Edipo Re e proseguito con l'Edipo a Colono. Il 13 giugno, infine, la scena accoglierà i Persiani nella traduzione di Walter Lapini, permettendo al pubblico di confrontarsi con quella riflessione sul potere e la caduta che sembra echeggiare dalle pagine antiche fino al nostro presente.

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L'Iliade merita una considerazione particolare per la sua duplice natura. Durante le repliche scolastiche, i giovani attori della scuola di teatro dell'Inda e della Peparini Academy daranno forma al poema omerico. Dal 14 al 27 giugno, invece, il ruolo dell'Aedo sarà affidato a Vinicio Marchioni, mentre Giuseppe Sartori incarnerà Achille, creando così un ponte tra la formazione teatrale e l'eccellenza interpretativa. La traduzione dei versi, ancora una volta curata da Francesco Morosi, si accompagna alle musiche di Beppe Vessicchio, trasformando l'antica epica in un'esperienza sensoriale completa.

Questa programmazione non rappresenta una semplice celebrazione nostalgica del passato. Come sottolineato dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, il progetto presenta una visione attuale dei grandi capolavori tragici del repertorio classico, riconoscendo all'Istituto Nazionale del Dramma Antico il compito essenziale di custodire, tramandare e far rivivere gli elementi fondamentali della nostra tradizione. In un'epoca di incertezze e trasformazioni, il teatro greco continua a offrire spazi di riflessione profonda, permettendo al pubblico contemporaneo di riconoscersi nelle stesse domande che gli antichi greci ponevano sulla natura del potere, della giustizia e della condizione umana.

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