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Cultura per tutti: il FAI lancia 'A porte aperte' per un patrimonio più inclusivo
Foto: Imad Amara Henda / Pexels
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Cultura per tutti: il FAI lancia 'A porte aperte' per un patrimonio più inclusivo

Il FAI lancia 'A porte aperte', un'iniziativa finanziata dal Ministero del Lavoro per rendere il patrimonio culturale accessibile a studenti, famiglie e persone in condizioni di fragilità, con attività educative e formative fino a ottobre 2027.

La Redazione ·8 settembre 2026 12:05 ·4 min di lettura

Il Fondo per l'Ambiente Italiano (FAI) ha dato il via a "A porte aperte. Nuove prospettive per un patrimonio culturale inclusivo e accessibile a tutti", un progetto ambizioso che mira a democratizzare l'accesso alla cultura e al patrimonio storico-artistico del nostro Paese. L'iniziativa, nata ad aprile 2026 e destinata a proseguire fino a ottobre 2027, è finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e rappresenta un passo significativo verso una società più equa, dove la bellezza e la conoscenza siano davvero a disposizione di tutti i cittadini, senza distinzioni.

Al centro di "A porte aperte" vi è la convinzione che la cultura non sia un privilegio, ma un diritto fondamentale e un potente motore di crescita personale e collettiva. L'obiettivo principale è ridurre le barriere – siano esse cognitive, socioeconomiche, fisiche o linguistiche – che spesso impediscono a molte persone di fruire appieno del patrimonio culturale. Promuovere la cultura in questo senso significa stimolare l'autonomia, favorire il dialogo e incoraggiare una crescita condivisa, elementi essenziali per il benessere della comunità.

Per raggiungere questi scopi, il FAI ha costruito una rete innovativa di Enti e associazioni del Terzo Settore, unendo le forze con partner di rilievo come Fondazione Dynamo Camp ETS, Fondazione Mus-e Italia, Fondazione IBVA e l'Associazione Amici del FAI. Questa collaborazione strategica permette di amplificare la portata del progetto, mettendo a sistema competenze e risorse diverse per un impatto più profondo e capillare sul territorio nazionale. Il FAI, riconosciuto e iscritto nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) dal maggio 2022, conferma così il suo ruolo attivo nel panorama sociale italiano.

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Le attività previste sono molteplici e pensate per coinvolgere un pubblico ampio e diversificato. Si va dai percorsi di cittadinanza attiva ai corsi di formazione specifici, dall'assegnazione di borse di studio a visite dedicate nei beni culturali, a partire ovviamente da quelli gestiti dal FAI. Non mancano laboratori artistici e progetti multimediali, tutti concepiti per stimolare la partecipazione attiva e l'apprendimento. Queste iniziative educative, formative e artistiche sono rivolte a studenti, famiglie, volontari e professionisti, ma con una speciale attenzione ai più fragili.

Il progetto si concentra in particolare su persone con disabilità, individui con background migratorio e persone in condizioni di fragilità socioeconomica, categorie che spesso incontrano maggiori ostacoli nell'accesso alla cultura. Da settembre 2026, ad esempio, Mus-e Italia, in collaborazione con il FAI e l'Associazione Amici del FAI, avvierà percorsi artistici e laboratoriali condotti da circa 20 artisti professionisti. Questi percorsi raggiungeranno 25 classi di scuole primarie in diverse città italiane, tra cui Milano, Brescia, Firenze, Sant'Elpidio a Mare (FM), Fermo e Ceriale (SV), portando l'arte direttamente nelle aule scolastiche. L'Associazione Amici del FAI, dal canto suo, programmerà percorsi culturali inclusivi con un focus specifico su Milano, impiegando mediatori artistici di origine straniera formati in didattica inclusiva, un esempio concreto di come la diversità possa arricchire l'esperienza culturale. Per l'anno accademico 2026-2027, la stessa Associazione assegnerà due borse di studio per contrastare la dispersione scolastica, un ulteriore tassello nell'impegno per l'inclusione sociale.

L'impegno del FAI per l'accessibilità non è una novità, ma si rafforza e si amplia con "A porte aperte". Già dal 2016, l'organizzazione ha avviato il progetto "Bene FAI per tutti" dedicato alle persone con disabilità intellettiva, con la produzione di guide in linguaggio semplificato (easy to read). Dal 2023, inoltre, è attivo un programma formativo strutturato che ha coinvolto oltre 115 professionisti del FAI, co-progettato con partner esperti in accessibilità culturale e disabilità, per migliorare l'accoglienza e la comunicazione. Oggi, ogni Bene FAI aperto al pubblico dispone di un Referente Accessibilità, una figura chiave per garantire un'esperienza positiva a tutti i visitatori. Sul fronte dell'accessibilità fisica, il FAI sta sviluppando videoguide in LIS (Lingua dei Segni Italiana) che saranno disponibili online dall'autunno 2026, e sta implementando interventi strutturali nei suoi Beni, come l'installazione di rampe mobili e la disponibilità di sedute pieghevoli, per facilitare l'accesso a persone con disabilità motorie. Un esempio concreto di questi interventi è Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno (VA), dove le barriere architettoniche vengono progressivamente abbattute. Questi sforzi congiunti dimostrano una visione chiara: rendere il patrimonio culturale italiano un bene comune, fruibile e valorizzato da ogni cittadino, contribuendo a costruire una società più consapevole e partecipativa.

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