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Colosseo e Pantheon di sera per tutto agosto: parte la sperimentazione nazionale sulle aperture notturne
Illustrazione generata con AI

Colosseo e Pantheon di sera per tutto agosto: parte la sperimentazione nazionale sulle aperture notturne

La Redazione ·25 luglio 2026 15:16

Visitare il Colosseo con la luce che scende e le luci della sera che prendono il sopravvento: da sabato 1° agosto 2026 diventa possibile, almeno per tutto il mese. Il Ministero della Cultura (Mic) e il Ministero del Turismo (MiTur), insieme al Comune di Milano, lanciano una sperimentazione nazionale di aperture serali straordinarie che coinvolge tre tra i monumenti più visitati d'Italia — il Colosseo e il Pantheon a Roma, il Castello Sforzesco a Milano — con orari prolungati rispetto al consueto.

La logica è duplice. Da un lato si vuole offrire ai visitatori fasce orarie più fresche, utili specialmente in un agosto che raramente perdona dal punto di vista climatico. Dall'altro, diluire i flussi nelle ore più affollate della giornata, distribuendo le presenze in modo più sostenibile per i siti e più confortevole per chi li frequenta. La parola d'ordine è fruizione responsabile, che in questo caso si traduce in pratica concreta: meno ressa di mezzogiorno, più spazio per guardarsi intorno.

Gli orari variano da monumento a monumento. Il Colosseo resterà aperto in fascia serale il venerdì e il sabato, dalle 19:45 alle 23:30. Il Pantheon allarga invece la finestra a tutti i giorni — eccetto il giovedì — dalle 19:00 alle 23:00. A Milano, il Castello Sforzesco prolungherà l'apertura dalle 17:30 alle 19:30, guadagnando due ore rispetto all'orario abituale. Tre soluzioni differenti per tre luoghi con caratteristiche e flussi diversi, il che è coerente con lo spirito di una sperimentazione: capire cosa funziona prima di estenderlo altrove.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha inquadrato l'iniziativa in termini di suggestione oltre che di accessibilità: le aperture serali del Colosseo e del Pantheon, ha dichiarato, rappresentano «un'occasione per accostarsi, in una dimensione di particolare suggestione, a due testimonianze universali della storia e dell'ingegno umano», e promuovere questa accessibilità rafforza nei visitatori la consapevolezza del valore di questi luoghi. Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha invece insistito sull'origine dell'idea, frutto di un confronto con guide turistiche e operatori del settore, e ha citato un dato significativo elaborato dall'ISNART, l'Istituto Nazionale Ricerche Turistiche: dal 2026 la cultura è diventata la prima motivazione di viaggio per chi sceglie l'Italia, salendo dal settimo al primo posto nel giro di dieci anni. Un salto che non è solo simbolico: il turismo culturale genera oggi una spesa da 58 miliardi di euro per l'economia nazionale.

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Da Milano, l'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi ha annunciato l'adesione della città sottolineando i numeri del Castello Sforzesco, che nell'ultimo anno ha registrato mezzo milione di ingressi nei suoi musei, in una traiettoria di crescita costante dei musei civici milanesi dal 2019. Una scelta politica coerente con un sistema che funziona e che, con questa iniziativa, prova ad allungarsi oltre i propri stessi confini orari.

Il contesto aiuta a capire le ambizioni del progetto. Nel 2023 — ultimo anno con dati consolidati — i visitatori di musei, monumenti e aree archeologiche statali italiane avevano toccato i 57,3 milioni, con un aumento del 22,7% rispetto all'anno precedente. Il Parco archeologico del Colosseo era stato il sito più frequentato con 12,9 milioni di ingressi, seguito dal Pantheon con 5,2 milioni. Numeri che rendono evidente, da soli, perché la gestione dei flussi sia diventata una priorità: non si tratta solo di aprire più ore, ma di ripensare il rapporto tra i grandi siti e il pubblico che li attraversa ogni giorno.

Come ogni sperimentazione, il progetto si misurerà sui risultati. Un mese di agosto è un campione ristretto ma intenso, proprio perché è il periodo di punta del turismo estivo in Italia. Se i numeri e le reazioni confermeranno le attese, non è difficile immaginare che le aperture serali straordinarie possano diventare una componente strutturale dell'offerta culturale italiana, almeno per i grandi attrattori. Per ora, chi si trova a Roma o Milano nelle prossime settimane ha un motivo in più per rimandare la visita al tramonto.

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