Ripartono gli incentivi regionali per chi vuole investire nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica. Dalle case private alle imprese, il quadro è vario ma ha un filo comune: sostenere impianti più puliti, ridurre i consumi e accelerare la transizione verso tecnologie meno dipendenti dai combustibili tradizionali. In queste settimane si aprono o restano attivi diversi bandi, ciascuno con regole proprie, scadenze precise e contributi che possono cambiare in modo significativo il costo finale dell’intervento.
In Basilicata lo sportello è aperto dal 1° giugno e resterà disponibile fino al 30 giugno per chi presenta domanda sul bando regionale dedicato all’installazione di impianti da fonti rinnovabili nelle unità abitative. La dotazione è di 7,1 milioni di euro e il contributo è a fondo perduto, calcolato su costi standard. Per il fotovoltaico connesso in rete, con potenza minima di 3 kW, sono previsti 1.500 euro per ogni chilowatt installato più 500 euro per le spese tecniche, fino a un massimo di 5.000 euro. Se si richiede il solo sistema di accumulo, il tetto resta di 5.000 euro; la pompa di calore, invece, può arrivare a 7.500 euro, ma solo se abbinata a un impianto fotovoltaico da almeno 3 kW. Il bando comprende anche solare termico e microeolico, ed è aperto ai titolari di un contratto di fornitura elettrica per utenza domestica residenziale, compresi i condomini.
Più a nord, il Friuli-Venezia Giulia punta a sostituire gli impianti più vecchi che funzionano a biomassa. La Regione ha stanziato oltre 4 milioni di euro per incentivare il passaggio da generatori di calore a legna o pellet di vecchia generazione, fino alla classe ambientale 3 stelle, verso soluzioni più efficienti o verso le pompe di calore. Qui il contributo varia in base al comune: nei territori in cui negli ultimi cinque anni sono stati registrati superamenti dei limiti per il benzo(a)pirene si può arrivare fino a 4.000 euro, mentre negli altri casi il massimo scende a 3.000 euro. Le domande si presentano online tramite le Camere di Commercio competenti, con SPID, CIE o CNS, e lo sportello resterà aperto fino al 15 luglio 2026. È un bando che guarda con decisione alla qualità dell’aria, ma anche alla sostituzione concreta di sistemi domestici ormai superati.
Per le imprese sarde, invece, l’attenzione si sposta sull’autoconsumo. La Sardegna mette sul tavolo 29 milioni di euro per sostenere le piccole e medie imprese con sede operativa nell’isola e attive da almeno due anni. Il bando finanzia l’installazione di impianti fotovoltaici per l’autoconsumo e dei relativi sistemi di accumulo, con un contributo a fondo perduto fino al 65% delle spese ammissibili su investimenti compresi tra 20.000 e 500.000 euro. In regime de minimis si può arrivare anche al 100%. Il termine per partecipare è fissato al 30 giugno 2026 e tra gli interventi ammessi rientrano anche quelli per l’efficientamento energetico dei processi produttivi, segno che l’obiettivo non è soltanto produrre energia più pulita, ma usarla meglio dentro il ciclo aziendale.
Anche il Piemonte si muove nella stessa direzione, con un’impostazione però diversa: qui il bando Rinnovabili Imprese 2026 apre il 7 luglio e mette a disposizione oltre 12 milioni di euro per aziende di qualsiasi dimensione con sede operativa in regione, iscritte al Registro delle Imprese da almeno due anni e con due bilanci depositati. L’agevolazione può coprire fino al 100% dei costi ammissibili, grazie a una combinazione di finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto. La condizione chiave è la presenza di una diagnosi energetica redatta da un tecnico abilitato, documento che serve a inquadrare con precisione gli interventi e a dimostrarne la coerenza tecnica ed economica. Il bando è inoltre compatibile con gli incentivi GSE per chi aderisce, o intende aderire, a una Comunità Energetica Rinnovabile. Lo sportello resterà aperto fino al 27 novembre 2026, salvo esaurimento anticipato dei fondi, e si presenta come uno degli strumenti più completi per accompagnare le imprese in un salto di qualità energetico davvero strutturale.







