Poco dopo la mezzanotte, Roma si è trovata davanti a una scena difficile da dimenticare: decine di cavalli lanciati al galoppo sull’asfalto, spaventati e fuori controllo, mentre attraversavano via Cristoforo Colombo in una fuga disperata verso l’Eur. Era appena iniziata la fase più delicata delle prove per la sfilata del 2 giugno, con i reparti già schierati fino all’Arco di Costantino e i cavalli fermi lungo via delle Terme di Caracalla. Poi, all’improvviso, l’accensione di una batteria di fuochi ha spezzato l’equilibrio della notte.
La reazione è stata immediata. Circa una trentina di cavalli si sono imbizzarriti e hanno preso a correre senza più fermarsi: prima quelli della Fanfara dei carabinieri, poi i Lancieri di Montebello, infine alcuni cavalli della Polizia di Stato. La fuga ha attraversato la città per circa sette chilometri, dall’inizio della Colombo fino all’Eur, in un percorso caotico che in alcuni tratti ha persino interessato la carreggiata opposta. Gli automobilisti si sono trovati davanti una situazione surreale, con gli animali che tagliavano la strada tra le auto e il traffico ridotto a frammenti di paura e clacson.
Il bilancio è stato pesante. Diverse persone sono rimaste ferite, e due casi sono apparsi subito più gravi: una giovane Lanciera di Montebello, caduta rovinosamente, e un’agente di polizia disarcionata, rimasta con il piede nella staffa. Anche alcune auto hanno riportato danni, mentre tra gli automobilisti si sono verificati tamponamenti e momenti di forte concitazione. I cavalli, a loro volta, hanno pagato lo shock con conseguenze fisiche: alcuni hanno riportato stress e problemi ai tendini, tanto da rendere necessario l’intervento dell’ambulanza veterinaria.
Per oltre due ore si è lavorato per rintracciarli, calmarli e riportarli in sicurezza nei recinti. Un’operazione lunga, complessa, condotta con l’aiuto di militari, carabinieri e altri ufficiali di cavalleria intervenuti nella zona, tra cui il generale Tommaso Gargallo, comandante del corpo militare SMOM, e il colonnello Andrea Marini del Corpo Militare Cri, presenti con i rispettivi reparti non lontano dal luogo dell’incidente. Intanto, sul fronte delle responsabilità, i Carabinieri hanno avviato gli accertamenti e invieranno un’informativa alla Procura.
Resta da chiarire chi abbia innescato l’esplosione dei fuochi d’artificio. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella che a far partire la batteria sia stato un appartenente alla Polizia Locale. Il comandante Mario De Sclavis ha promesso un approccio senza attenuanti: «Stiamo facendo accertamenti affinché tutta la situazione venga chiarita, dopo prenderemo i dovuti provvedimenti. Non ci saranno sconti per nessuno. Saremo intransigenti». Una formula netta, che riflette la gravità dell’accaduto e l’urgenza di dare una risposta a un episodio che ha trasformato una prova solenne in una lunga notte di paura.






