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Sinner a Wimbledon: allenamento, cena e il segreto di Cahill per la finale con Zverev

Sinner a Wimbledon: allenamento, cena e il segreto di Cahill per la finale con Zverev

La Redazione ·12 luglio 2026 7:21

L'erba di Sinner si raccoglie solo nel giardino dei re, all'All England Club di Londra, dove un anno fa ha già sollevato il trofeo più iconico del tennis. Conquistare Wimbledon significa entrare nella storia, ma farlo due volte di fila è un salto nella leggenda: pochi ci sono riusciti nell'Era Open e i nomi che hanno raggiunto questo obiettivo lasciano il segno. Oggi, alle 17 italiane sul Centre Court, Jannik affronterà Alexander Zverev per diventare il decimo tennista a vincere due volte di fila il titolo, dopo un esordio che aveva fatto tremare i polsi con cinque set contro Kecmanovic e lo spettro di un'uscita prematura come al Roland Garros.

Il caldo feroce di questi giorni a Londra ha richiesto misure di sicurezza specifiche, ma Sinner ha raggiunto la forma Slam un passo dopo l'altro, senza brillare in ogni match ma portando sempre a casa la vittoria in tre set. Il salto di qualità visto contro Novak Djokovic conferma un lavoro preciso per arrivare all'atto finale contro il tedesco, battuto 10 volte in 14 incontri, le ultime nove consecutivamente. Ora il livello del numero 1 al mondo è al massimo: servizio, colpi da fondo e movimenti in campo sono perfettamente sincronizzati.

Andre Agassi ha rivelato un piccolo retroscena che spiega la strategia del coach Darren Cahill: nelle prime partite, il tempo sulla palla di Jannik non era quello a cui ci aveva abituato. Quando Agassi aveva questo problema, il coach australiano lo portava ad allenarsi indoor per sentire meglio la palla, e così è stato anche per Sinner. Nella prima delle due giornate di pausa tra i quarti di finale vinti contro Struff e la semifinale di Djokovic, Jannik è andato sui campi indoor per affinare e ripulire i colpi su una superficie dura, dove rimbalzo e appoggi sono perfettamente regolari. Ma soprattutto erano due giorni per tornare a sentire la palla uscire pulita dalle corde della racchetta, ritrovare il giusto timing e ascoltare quel suono secco della palla colpita perfettamente al centro del piatto corde, capace di schizzare via come un proiettile.

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"Mentalmente sapevo di dover alzare il livello contro Djokovic — ha raccontato Sinner dopo la partita —. Ci sono riuscito e questo mi ha sicuramente aiutato. Negli ultimi giorni ho lavorato duramente per ritrovare un buon ritmo. Ringrazio anche il mio team, che ha fatto in modo di mettere il mio corpo e la mia mente nelle migliori condizioni possibili per essere competitivo". Anche ieri, la routine è stata la solita: allenamento alle 13 locali, con tutta la squadra al completo, incluso Andrea Cipolla, l'altro fisioterapista e osteopata del team insieme ad Alejandro Resnicoff. Jannik era vestito in total black, come quando ha vinto il titolo di Roma, e dall'altra parte della rete, ancora una volta, c'erano due sparring partner. Non una buona notizia per Zverev, che dovrà prepararsi a sostenere un ritmo altissimo da subito. Sinner ha anche lavorato per un po' a rete, con diverse volée, e anche dopo la vittoria in semifinale ha ammesso di aver centellinato le smorzate, con l'obiettivo di ricorrervi un po' di più per avere un'altra arma a disposizione.

Sa che si troverà di fronte uno Zverev diverso, aggressivo e carico come non mai: "Ha tanta fiducia nei propri mezzi ed è estremamente rilassato in campo. Sono felice di affrontarlo. Cercherò di giocare il mio miglior tennis. Ma sarà una partita molto difficile, molto diversa da tutte quelle che abbiamo disputato in passato". Perché sarà contro un campione Slam, e non più contro Sascha l'eterno incompiuto, che a 29 anni e con il timbro di predestinato fin da giovanissimo, non era mai riuscito a conquistare uno dei quattro trofei dei sogni. Jannik lo sa, questo è un rivale "nuovo": "Lui ci ha provato per tanto tempo e, quando finalmente ci è riuscito, credo abbia vissuto una sensazione incredibile, un momento che ti dà una grande spinta di fiducia — ha commentato il numero 1 al mondo —. Lo abbiamo visto qui, è aggressivo e sta servendo molto forte. È un avversario difficile da affrontare, lo era già prima, ma ora ancora di più grazie alla fiducia che ha. È molto rilassato. Sta giocando un tennis incredibile".

Ieri i due si sono appena sfiorati sui campi di Aorangi Park dove Zverev è arrivato intorno alle 14, auricolari nelle orecchie. Avrebbe dovuto allenarsi sul campo 3 alla stessa ora di Jannik ma ha cambiato programma e ha scelto di dedicarsi prima a palestra e massaggi e poi al lavoro sul campo uno, dove c'era Sinner. La serata della vigilia l'ha trascorsa con un piano di total relax in famiglia. Partita dell'Inghilterra e cena a casa, compresa Laila Hasanovic, arrivata per l'ultimo atto. Nessun rito particolare, salvo non voler vedere il vestito per l'eventuale ballo dei vincitori fino all'ultimo momento: "Mi piace guardare il calcio in questo periodo, e metterò una sveglia non troppo presto per potermi riposare. Voglio godermi ogni momento, perché so bene quanto siano rare queste giornate".

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