Stadio della Roma a Pietralata, parte la conferenza decisoria: cantiere nel 2027
Roma prova a non perdere un altro stadio. Il 27 luglio 2026 ha preso il via, presso la sede del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, la Conferenza dei Servizi decisoria per il nuovo impianto giallorosso a Pietralata: l'ultimo grande passaggio tecnico di un iter autorizzativo che ha già visto depositare, lo scorso 18 maggio, il progetto di fattibilità tecnico-economica definitivo da parte dell'AS Roma. Al tavolo siedono il Commissario straordinario di Governo per gli stadi di Euro 2032, l'ingegnere Massimo Sessa, e i rappresentanti del Comune di Roma, della Regione Lazio, della Città Metropolitana, degli organismi responsabili della sicurezza e dei servizi, del CONI e del club capitolino.
«Siamo prudentemente ottimisti», ha dichiarato Sessa. Una formula misurata, quella del commissario, che però arriva in un momento di pressione concreta: la FIGC deve comunicare alla UEFA gli stadi italiani candidati a ospitare le partite di Euro 2032 entro venerdì 31 luglio 2026, e la scelta definitiva dei cinque impianti che figureranno nel calendario del torneo — co-organizzato da Italia e Turchia — sarà ufficializzata da Bruxelles entro ottobre 2026. I lavori sugli stadi selezionati dovrebbero poi avere inizio entro marzo 2027.
Per accelerare i tempi, lo stesso Sessa aveva firmato il 15 giugno scorso un'ordinanza che taglia a 90 giorni complessivi l'intero procedimento per il rilascio dell'autorizzazione unica, Valutazione di Impatto Ambientale inclusa: la metà dei 180 giorni originariamente previsti. Una convenzione tra la Regione Lazio, il Commissario e Roma Capitale ha ulteriormente snellito le procedure, con l'obiettivo dichiarato di consegnare l'impianto entro il 2032. Nel pomeriggio dello stesso 27 luglio, alle 17:30, è previsto un incontro istituzionale nella Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio per illustrare lo stato dell'iter: attesi il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il ministro per lo Sport Andrea Abodi, il commissario Sessa, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
Il progetto: 60.000 posti e ispirazione al teatro romano
Se l'iter andrà in porto, il nuovo stadio sorgerà nel quadrante nord-est di Roma, nell'area di Pietralata: 16 ettari di proprietà di Roma Capitale, che l'AS Roma chiede in diritto di superficie per 90 anni. L'investimento complessivo si aggira intorno a 1,3 miliardi di euro, con una quota di circa 696 milioni destinata alla sola realizzazione dell'impianto. La capienza prevista è di 60.605 posti, con una Curva Sud da 23.000 spettatori progettata come uno dei settori popolari ad anello singolo più grandi al mondo.
Il design si ispira alla cavea dei teatri romani: la copertura è studiata per riflettere il suono verso il campo, amplificando i cori. Ma il progetto non riguarda solo il rettangolo di gioco. Attorno all'impianto è prevista una rigenerazione urbana che include due parchi — un Parco Urbano Centrale e un Parco dello Stadio — percorsi pedonali, aree giochi, zone per lo sport all'aperto e punti ristoro, per un totale di circa 15 ettari di spazi pubblici scoperti.
Se i lavori partiranno come previsto nel 2027, la Roma potrebbe giocare nel proprio stadio entro il 2032. Una prospettiva che, per il club capitolino, vale la pena ricordare, viene da lontano: i progetti precedenti alla Magliana Vecchia (1987), a Massimina (2009) e a Tor di Valle (2012) non sono mai andati in porto. Pietralata è il quarto tentativo in quarant'anni. L'esito di questa conferenza decisoria dirà se, stavolta, Roma è davvero pronta a costruire il suo stadio.