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Roma in pressing per Alajbegović: Pjanic fa da ponte mentre il Bayer Leverkusen fissa il prezzo

Roma in pressing per Alajbegović: Pjanic fa da ponte mentre il Bayer Leverkusen fissa il prezzo

La Redazione ·21 aprile 2026 11:57

Un pranzo romano tra amatriciana e pasta al pesto, immortalato sui social e seguito da una passeggiata all'ombra del Colosseo: così inizia una storia che va ben oltre il semplice turismo. Semin Alajbegović, padre del diciottenne talento bosniaco Kerim, non si trova nella capitale per motivi di piacere. La sua presenza a Roma rispecchia un'operazione di mercato ben più sofisticata, orchestrata da uno dei protagonisti più affascinanti del calcio recente: Miralem Pjanic, l'ex giallorosso che sta transitando verso il ruolo di procuratore e che in questa circostanza funge da intermediario cruciale.

Kerim Alajbegović rappresenta esattamente il tipo di profilo che la Roma sta cercando con urgenza. Il direttore sportivo Massara lo tiene nel mirino da settimane, consapevole che il ragazzo incarna caratteristiche raramente reperibili sul mercato. La visita del padre in Italia non è casuale: serve a dare forma concreta a una trattativa che la Roma intende chiudere in tempi brevi, consapevole che il tempo gioca contro i giallorossi. Napoli e Milan hanno già mosso i loro primi passi, chiedendo informazioni al Bayer Leverkusen, il club proprietario del giovane esterno. La concorrenza si fa sempre più agguerrita, e ogni giorno che passa rappresenta un'opportunità persa.

Il Bayer Leverkusen ha fissato il suo prezzo: 20 milioni di euro. Una cifra che riflette le ambizioni del club tedesco, il quale ha esercitato il diritto di recompra sul giocatore dopo averlo ceduto al Salisburgo per circa 2 milioni nella scorsa estate. Quella cessione in Austria non era una perdita, bensì un investimento calcolato: il club aveva mantenuto il controllo tramite il diritto di riscatto, permettendo a Kerim di crescere nel contesto della prima squadra. Ora, vedendo la plusvalenza concretizzarsi in un momento economicamente delicato, le Aspirine hanno deciso di far valere il loro diritto. La Roma, tuttavia, non dovrebbe trovare ostacoli insormontabili sul fronte economico: lo stipendio del ragazzo rientra tranquillamente nei parametri del club, che da tempo ricerca una soluzione sulle fasce con le qualità che Kerim possiede. Nella rosa giallorossa, il giovane andrebbe a occupare la posizione attualmente ricoperta da Zaragoza.

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Ciò che rende particolarmente intrigante il profilo del diciottenne è la sua poliedricità tattica e tecnica. Gli osservatori più attenti lo accostano, con i dovuti distinguo, al primo Kenan Yildiz: giovane, ambidestro, talentuoso, con una naturale inclinazione al dribbling che nei tempi moderni rappresenta più un'asset che un difetto. La sua crescita è evidente, e il palcoscenico internazionale lo ha già testato. Nel playoff contro l'Italia dello scorso marzo, Kerim ha dimostrato di possedere le qualità per competere ai massimi livelli. L'età è dalla sua parte, e un contesto come quello che Gian Piero Gasperini potrebbe offrire rappresenterebbe il trampolino ideale per la sua evoluzione.

Nato a Colonia, Kerim ha intrapreso il suo percorso calcistico con precocità e determinazione. A nemmeno quattordici anni ha lasciato il vivaio locale per trasferirsi al Bayer Leverkusen, una scelta che testimonia sia la qualità del giocatore che la solidità del suo entourage familiare. La struttura familiare che lo circonda rappresenta un altro elemento che lo avvicina a Yildiz. Suo padre Semin, nato in Bosnia-Erzegovina, ha militato nelle serie minori tedesche tra gli anni Novanta e i primi duemila; sua madre vive con lui a Salisburgo, garantendogli una stabilità emotiva e logistica essenziale per un adolescente lontano da casa. Fuori dal campo, Kerim è un diciottenne ordinario: appassionato di videogiochi calcistici e sparatutto, ascoltatore di rap tedesco e francese, consapevole dell'importanza di una corretta alimentazione grazie al supporto materno.

Le radici bosniache di Kerim lo hanno naturalmente orientato verso la nazionale della Bosnia-Erzegovina, che non ha perso tempo nel valorizzare il talento emergente. Dopo il percorso nelle varie selezioni giovanili, lo scorso settembre ha debuttato in nazionale maggiore segnando contro San Marino, diventando il più giovane marcatore di sempre in una partita ufficiale. Questo record non è meramente statistico: rappresenta il suggello di una crescita straordinaria e la conferma che il ragazzo possiede il temperamento necessario per i palcoscenici più importanti. La Roma, consapevole di tutto ciò, sta premendo sull'acceleratore. Con Pjanic che agisce da ponte tra le parti, con il padre fisicamente presente a Roma per negoziare i dettagli, la situazione si muove verso una possibile conclusione. Tuttavia, il tempo rimane il nemico più insidioso: ogni ritardo potrebbe permettere a Napoli o Milan di rafforzare la loro posizione. La Roma sa che questa finestra è ristretta, e che la capacità di chiudere rapidamente potrebbe fare la differenza tra il successo e il rimpianto.

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