Massimiliano Allegri emerge con forza nella corsa per la panchina della Nazionale italiana, dove il testa a testa con Antonio Conte si fa sempre più avvincente. Non si tratta solo di una volata in Serie A per il secondo posto, ma di una vera e propria competizione per il futuro della squadra azzurra. Roberto Mancini, terzo incomodo, resta in attesa, ma le sue quotazioni appaiono distaccate rispetto ai due tecnici con il maggior numero di scudetti in attività.
Le sorti di Allegri dipendono in gran parte dal Milan. Nonostante le rassicurazioni del club sul legame con il loro condottiero, l’accesso alla prossima Champions League – o la sua mancata qualificazione – potrebbe stravolgere tutto. In caso di qualificazione alle prime quattro posizioni, il contratto di Max si prolungherebbe automaticamente fino al 2028, con opzione al 2029. Ma lui esigerebbe un ruolo maggiore nelle scelte di mercato: rinforzi con il dna del vincitore, capaci di adattarsi al suo calcio. Se il club non accontentasse queste pretese, un divorzio non sarebbe da escludere. Il Milan ha già programmato la prossima stagione, dal precampionato in Australia alle priorità di transfers, puntando su elementi di spessore in ogni reparto. Eppure, Allegri non ha chiuso le porte alla Nazionale. Venerdì scorso si è limitato a notare l’assenza di un presidente federale, lasciando spazio a speculazioni.
Antonio Conte, dal canto suo, ha già espresso attrazione per un ritorno sulla panchina azzurra. L’allenatore del Napoli non è stato blindato dal presidente De Laurentiis, che ha persino aperto alla possibilità di separazione. Un Conte-bis appare credibile, specie con le elezioni federali fissate al 22 giugno, quando i campionati saranno conclusi da un mese e i piani di tutti saranno più definiti. Mancini, invece, si libererà presto dall’Al Sadd in Qatar, ma il fattore tempo non gli gioverà.
Per Allegri, la strada verso Coverciano è meno lineare. Ha firmato con il Milan nel maggio 2025 con la promessa di investimenti per puntare allo scudetto. Se quel progetto vacillasse, o se la campagna acquisti non soddisfacesse le sue aspettative, l’addio rossonero potrebbe materializzarsi. Cardinale e la dirigenza resisterebbero, specie dopo il 22 giugno, ma nel calcio nulla è impossibile. La Nazionale rappresenta una sfida irresistibile per ogni tecnico.
Da ct, Allegri pescare liberamente tra gli azzurrabili, senza vincoli di mercato ma privo della routine quotidiana degli allenamenti – quel ritmo che gli è mancato nei periodi post-Juventus. Troverebbe giocatori già noti, proprio come farebbe Conte. Entrambi potrebbero firmare un biennale, rinnovabile in caso di qualificazione a Euro 2028. L’obiettivo ultimo? Evitare un quarto Mondiale consecutivo saltato nel 2030. Con Max o Antonio al timone, un’altra crisi del nostro calcio sembrerebbe meno probabile.







