La Fieg risponde allo sciopero dei giornalisti: urgenza di un contratto moderno
Gli editori della Fieg non hanno mai smesso di sottolineare, sin dall'avvio del confronto per il rinnovo contrattuale, l'urgenza di un cambiamento radicale. Le regole attuali, intrise di rigidità e vincoli obsoleti, soffocano l'efficienza e la produttività, rendendo impossibile affrontare l'onda epocale dell'innovazione tecnologica che travolge il mercato. Immaginate un contratto nazionale di lavoro che impone quarant'anni di ferie e permessi annuali, retribuisce indennità per festività abolite mezzo secolo fa, aplica maggiorazioni per turni domenicali e festivi ben oltre la media degli altri settori, e garantisce scatti di anzianità che più che coprono l'inflazione. Queste norme non favoriscono lo sviluppo: al contrario, erodono la competitività delle imprese, aggravano le loro difficoltà economiche e bloccano l'ingresso di nuove professionalità.
La sostenibilità economica non è un lusso, ma una necessità impellente per preservare sia le aziende sia i talenti che le animano. Per questo, gli editori hanno proposto al sindacato una modernizzazione completa del contratto, con regole ad hoc per integrare giovani professionisti – un modello già collaudato con successo nell'ultimo rinnovo siglato proprio con lo stesso interlocutore. Non si tratta di arretrare, ma di avanzare: adattare lo strumento contrattuale alle realtà digitali, liberando potenziale innovativo senza sacrificare i diritti essenziali.
Mai gli editori si sono sottratti al dialogo. Non hanno abbandonato il tavolo negoziale. Anzi, ribadiscono la piena disponibilità a proseguire le trattative, certi che solo attraverso un confronto costruttivo si possa forgiare un accordo equo e lungimirante, capace di traghettare l'editoria italiana verso un futuro competitivo e vivace.