Guardiola e l'Italia: lo scenario azzurro che affascina Pep
Pep Guardiola e l'Italia: un legame profondo che potrebbe sbocciare in una nuova avventura azzurra. Immaginate lo scenario: il genio catalano, dopo aver dominato l'Inghilterra con il Manchester City, passa dal celeste allo azzurro della Nazionale italiana. Non è un sogno irrealizzizzabile, ma una possibilità concreta che aleggia nell'aria del calcio europeo.
Risale all'ottobre 2018, sul palco del Festival dello Sport a Trento, la prima crepa aperta da Pep su un futuro in Italia. Di fronte a Carlo Ancelotti e Arrigo Sacchi, alla domanda diretta su un suo possibile approdo nel nostro Paese, rispose con un semplice, disarmante "Perché no?". Lasciò la porta socchiusa, ricordando come nemmeno lui avesse previsto di finire al Bayern Monaco, imparando il tedesco. Da allora, quel pensiero non l'ha mai abbandonato. L'Italia resta nel suo cuore e nella sua mente, un richiamo costante in mezzo ai trofei.
Oggi, con un altro anno di contratto milionario al City, Guardiola ha un solo obiettivo immediato: la settima Premier League in dieci anni, un numero mostruoso che sfiderebbe persino la leggenda di Sir Alex Ferguson. La FA Cup incombe, con la semifinale contro il Southampton all'orizzonte. Vittorie che porterebbero i suoi trofei a quota 42 in diciotto anni di carriera straordinaria. Eppure, in Catalogna e in Inghilterra, in tanti danno per scontato l'addio. Una rimonta epica sull'Arsenal di Arteta, suo ex pupillo, potrebbe persino accelerare la partenza. Pep non ha deciso, ma una cosa è certa: dopo lo stress di questa stagione, cerca un rallentamento. Non necessariamente uno stop totale come l'anno sabbatico a New York post-Barcellona, ma un compromesso. Allenare una nazionale: adrenalina da club, ma con pause rigenerative.
L'Inghilterra? Tuchel ha rinnovato fino al 2028. Il Brasile? Ancelotti prolunga al 2030. E allora l'Italia emerge come scommessa affascinante. Il 22 giugno, il nuovo presidente della Figc potrebbe avere Pep in cima all'agenda. Sondaggi possibili già dopo la fine della Premier il 24 maggio, con la finale di FA Cup il 16. Lui ascolterà, con piacere. Emozionalmente, vale la pena tentare: il nostro calcio, in depressione, ha bisogno di un cambio netto.
Leo Bonucci lo ha detto chiaro lunedì a Madrid, ai Laureus: "Ripartirei da Pep Guardiola". Sognare non costa nulla, e ha ragione. Pep ama l'Italia visceralmente. Lo dimostra il suo braccio destro, Manuel Estiarte, che qui ha trionfato nella pallanuoto per dodici stagioni tra Pescara e Savona. Pep si è sentito a casa tra Brescia e Roma, parla la nostra lingua, apprezza il nostro calcio. I soldi? Passerebbero in secondo piano. Verrebbe per passione, non per denaro.
Certo, incognite ce ne sono. Ma l'amore di Guardiola per l'Italia è una certezza. La Figc farebbe bene a chiamarlo. Potrebbe essere la sorpresa vincente: dallo sky blue al nostro azzurro, un passaggio epico per rinascere.