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Gasperini tra emozioni e campo: "Ranieri? Non metteteci sullo stesso piano"

Gasperini tra emozioni e campo: "Ranieri? Non metteteci sullo stesso piano"

La Redazione ·19 aprile 2026 8:18

Un pareggio che profuma d’Europa, ma sa poco di Champions. La Roma risponde sul campo dopo giorni di polemiche, fermando l’Atalanta sull’1-1 in una partita intensa che tiene a bada i bergamaschi e riagguanta il quinto posto al Como, anche se la Juventus minaccia di scappare. A fine gara, Gian Piero Gasperini, ancora emozionato dallo sfogo lacrimoso di venerdì, sceglie la prudenza sul duello con Ranieri – assente dalle telecamere in tribuna – e taglia corto: “Sono stato tirato dentro da una settimana, non si parla d’altro. Non rispondo, né su di me né su Ranieri. Non è bello per i tifosi che riempiono lo stadio”.

Il pubblico romano, caloroso e intransigente, merita rispetto. I fischi? Hanno ragioni solide, nati dal teatrino di questi giorni burrascosi. “Quel tifo è unico, difficilmente replicabile altrove”, ammette Gasperini, con un velo di commozione. Le lacrime di ieri? “Sto invecchiando, mi commuovo”. La squadra, però, lo ha ripagato alla grande: una risposta fantastica che lo spinge a ringraziare i ragazzi con ancora più calore. Sul caso Ranieri, una stoccata netta: “Non mettetemi sullo stesso piano di chi ha fatto quelle dichiarazioni. Non sono io ad aver tirato fuori certe cose”. Rifiuta il confronto, concentrandosi sul presente.

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Cinque partite decisive attendono la Roma, in lotta per traguardi ambiziosi. Con quattro punti di vantaggio sugli orobici, i giallorossi hanno tracciato un percorso solido, nonostante le fatiche altrui. “Chiudiamo bene, è stata un’esperienza straordinaria malgrado lo scetticismo iniziale, nato da sana rivalità. La squadra mi segue, i tifosi mi gratificano. Tra un mese, vedremo”. Gasperini guarda avanti, sereno.

Poco prima, analizzando il match contro l’Atalanta, il tecnico non nasconde apprezzamenti: “Abbiamo visto una buona Roma. Carnesecchi è stato bravo più volte, noi abbiamo prodotto di più e cercato la vittoria con più convinzione. Nel secondo tempo la stanchezza si è fatta sentire, ma i tre punti erano l’obiettivo”. Gli scontri diretti restano un tallone d’Achille – “Manca un soldo per fare la lira, ma li abbiamo giocati alla pari. Solo col Como abbiamo perso, l’Inter è troppo lontana”. E sui gol subiti, troppi ultimamente? La spiegazione è chiara: fino a dicembre, continuità in difesa con gli stessi uomini. Poi Malen ha potenziato l’attacco, ma i pezzi persi hanno inciso. “Era difficile mantenere quella media. Fatalmente, abbiamo pagato”. Una Roma in evoluzione, tra infortuni e rinforzi, pronta a lottare fino all’ultimo.

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