Aurelio De Laurentiis non ha peli sulla lingua. Il patron del Napoli boccia senza esitazioni Giancarlo Abete, pronto a risentirsi delle sue parole ma, secondo lui, chiaramente inadatto al ruolo. In un intervento che scuote gli equilibri del calcio italiano, De Laurentiis conferma il suo pieno appoggio a Giovanni Malagò per la carica di presidente della Figc.
Le tensioni nel mondo della federazione sono palpabili. De Laurentiis, figura carismatica e spesso divisiva, vede in Abete un ostacolo al rinnovamento necessario. Inadatto, ripete, con quel tono che non lascia spazio a repliche. Non è solo una stoccata personale: è un j’accuse che tocca le corde profonde del sistema calcistico nazionale, segnato da vecchie logiche e ritardi cronici.
Malagò, al contrario, incarna per lui la via del futuro. Ex presidente del Coni, con un bagaglio di esperienze che spaziano dalla gestione olimpica alla diplomazia sportiva, rappresenta stabilità e visione. De Laurentiis lo sostiene con convinzione, dipingendolo come l’uomo capace di traghettare la Figc verso orizzonti più ambiziosi. In un panorama di candidature frammentate, questo endorsement pesa come un macigno.
Le parole del numero uno azzurro riecheggiano oltre i confini di Castel Volturno. Esse segnalano una spaccatura netta tra chi invoca cambiamenti radicali e chi difende lo status quo. Abete, con il suo passato alla guida della federazione, simboleggia per i critici un’era di stagnazione. De Laurentiis non si limita a criticare: propone un’alternativa concreta, puntando su Malagò per invertire la rotta.
Il dibattito infiamma gli ambienti calcistici. Mentre Napoli continua a dominare in Serie A, il suo patron allarga lo sguardo alla governance nazionale. Sostegno incondizionato a Malagò, dunque, contro un Abete che, parole sue, “si risentirà ma è inadatto”. Un messaggio forte, destinato a influenzare le dinamiche elettorali e a ridisegnare gli equilibri di potere.







