In un’epoca in cui la salute non è più un concetto isolato, ma un intreccio vitale tra uomo, animali e ambiente, nasce una collaborazione destinata a segnare un prima e un dopo nelle università italiane. L’Intesa One Health Foundation e la FederCusi hanno unito le forze per portare il paradigma One Health sui campi da gioco, nelle palestre e tra le piazze, trasformando gli studenti in protagonisti di un cambiamento profondo.
Immaginate giovani atleti che, tra un allenamento e l’altro, scoprono come l’inquinamento influenzi le malattie o come gli stili di vita possano prevenire tumori che mietono migliaia di vittime ogni anno. È questo il cuore dell’iniziativa, che vede l’Università Politecnica delle Marche tra i primi atenei a lanciare progetti pilota con i Centri Universitari Sportivi. Non si tratta solo di lezioni in aula: i messaggi di prevenzione e benessere si diffonderanno nei luoghi del vissuto quotidiano, raggiungendo studenti, famiglie e intere comunità.
La FederCusi, che riunisce 49 centri sportivi universitari attivi in tutta Italia, offre una rete capillare ideale. Questi spazi non sono mera aggregazione; sono crocevia di futuro, dove la classe dirigente di domani si forma non solo con lo studio, ma con il movimento e la consapevolezza. Qui, la promozione di sani stili di vita si intreccia con la tutela ambientale e la salvaguardia della salute animale, creando una cultura del benessere condivisa. E l’estate porta un palcoscenico europeo: gli European Universities Games a Salerno, con oltre 4.500 partecipanti, diventeranno un trampolino per rilanciare il One Health nel mondo dello sport accademico.
Il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche non nasconde l’entusiasmo. L’ateneo aderisce con convinzione, rendendo studenti e studentesse non semplici destinatari, ma artefici attivi di percorsi formativi. La prevenzione delle patologie, riducendone l’impatto sulla salute pubblica, richiede una visione integrata e interdisciplinare. Questo approccio si allinea perfettamente alla Terza Missione universitaria: tradurre il sapere in impatto concreto sul territorio, coltivando una salute consapevole e partecipata nelle nuove generazioni.
Sfide epocali incombono, come preservare una popolazione invecchiata dove i tumori solidi causano oltre 160mila decessi annui, spesso legati a fattori ambientali e abitudini scorrette. Migliorare la qualità dell’aria, contrastare l’inquinamento, tutelare le specie animali: sono interconnessioni che la ricerca deve esplorare, offrendo non solo cure, ma veri paradigmi di sostenibilità per i sistemi di welfare.
L’uomo è ciò che respira, mangia e consuma: in questa verità si racchiude il cambio di rotta. Basta confondere salute con mera cura della malattia. One Health amplia gli orizzonti, ponendo al centro prevenzione, alimentazione e attività fisica. Gli universitari diventeranno prima fruitori di screening, poi partecipanti a progetti di ricerca e, infine, ambasciatori nelle loro famiglie e comunità. Un’avventura che unisce convinzione e visione, pronta a contagiare sempre più cuori e menti.







