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Tartarughe azzannatrici avvistate vicino Roma: l’allarme per una minaccia invasiva

Tartarughe azzannatrici avvistate vicino Roma: l’allarme per una minaccia invasiva

La Redazione ·29 aprile 2026 10:02

Nella riserva naturale di Torre Flavia, a Ladispoli, proprio alle porte di Roma, sono stati avvistati esemplari di tartaruga azzannatrice (Chelydra serpentina), una delle specie più temibili tra i rettili d’acqua dolce. Questi avvistamenti, concentrati nel tratto costiero laziale, hanno riacceso i riflettori su un predatore originario del Nord America, bandito in Italia per detenzione e commercio, eppure ancora presente grazie al persistente traffico illegale di animali esotici.

Non si tratta di un episodio isolato. L’etologo Andrea Lunerti sottolinea come, negli ultimi anni, recuperi di questi rettili siano avvenuti con frequenza in stagni, bacini e corsi d’acqua tra Roma e provincia. La loro presenza non è casuale: questi animali, potenti e aggressivi, sconvolgono gli ecosistemi locali. Con una mandibola micidiale e un collo che si estende fulmineamente, la tartaruga azzannatrice attacca se disturbata, infliggendo morsi capaci di causare ferite gravi.

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Il pericolo si acuisce per i bambini, attratti dalla curiosità innocente verso creature insolite in natura. Un approccio imprudente può trasformarsi in tragedia. Gli esperti insisto: non avvicinarsi mai. Segnalare immediatamente alle autorità competenti è l’unico passo sicuro.

Passato e presente si intrecciano in questa battaglia contro l’invasione biologica. Monitoraggi e recuperi hanno già contenuto la diffusione nell’area romana, ma la vigilanza resta essenziale. Ogni avvistamento è un monito: ecosistemi fragili richiedono azioni decise, prima che il danno diventi irreversibile.

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