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Scuole nel Lazio, si torna in classe col caldo a 35 gradi: solo l'1,6% degli edifici ha il climatizzatore
Foto: Abdelrhman Magdy / Pexels
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Scuole nel Lazio, si torna in classe col caldo a 35 gradi: solo l'1,6% degli edifici ha il climatizzatore

Il 15 settembre inizia l'anno scolastico nel Lazio, ma molti istituti aprono prima. Il problema è strutturale: quasi nessuna aula è climatizzata.

La Redazione ·3 settembre 2026 16:08 ·4 min di lettura

Mancano pochi giorni all'inizio delle lezioni e nelle aule del Lazio il termometro segna già oltre 35 gradi. Un'emergenza che, a guardare bene i numeri, emergenza non è più: il caldo nelle scuole a settembre si ripresenta puntuale ogni anno, eppure la risposta strutturale non è mai arrivata. Il Lazio ha la percentuale più bassa d'Italia di edifici scolastici dotati di impianti di climatizzazione: appena l'1,6%. Un dato che, da solo, racconta molto di ciò che aspetta studenti e insegnanti nelle prossime settimane.

La data ufficiale di avvio dell'anno scolastico 2026/2027 nel Lazio è fissata per martedì 15 settembre. Ma diversi istituti romani hanno già deciso di non aspettare: i licei Orazio, Vivona, Cavour e Righi riaprono il 10 settembre, l'istituto comprensivo Mozart l'11, mentre i licei Avogadro, Machiavelli, Russell e Giulio Cesare, insieme agli istituti comprensivi Via Fabiola e Regina Elena, accolgono gli studenti il 14. Aperture anticipate che si scontrano con previsioni meteo tutt'altro che favorevoli: per i primi giorni di settembre le temperature a Roma si aggirano intorno ai 35 gradi, quasi otto gradi in più rispetto alla media storica massima del mese, che si attesta sui 27,4°C.

A rendere il quadro più preoccupante è la quasi totale assenza di soluzioni impiantistiche. A livello nazionale, oltre il 93% degli edifici scolastici è privo di climatizzazione; dove esistono, i sistemi di raffrescamento sono spesso limitati agli uffici amministrativi. Di fronte a questa lacuna, alcune scuole si stanno arrangando in modo creativo — e a proprie spese. Il liceo Righi ha acquistato dodici condizionatori portatili e ventilatori per circa 7.000 euro; l'Avogadro ha optato per i cosiddetti pinguini, i raffrescatori mobili a evaporazione; il liceo Orazio utilizzerà i laboratori già climatizzati, pur sapendo che non bastano per tutte le classi. In alcuni casi, sono state direttamente le famiglie degli studenti ad autotassarsi per acquistare apparecchi.

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La questione non riguarda solo il comfort. Cisl Lazio e Cisl Scuola Lazio — con i segretari generali Enrico Coppotelli e Michele Sorge, e Maria Rosaria Maiorino — hanno chiesto un incontro urgente al presidente della Regione Francesco Rocca e all'assessore Alessandro Calvi, avvertendo che «con estati sempre più calde, le aule rischiano di diventare ambienti insostenibili per studenti e personale, con ripercussioni sulla salute, sul benessere e sulla qualità dell'apprendimento». I sindacati chiedono non soluzioni tampone, ma un tavolo tecnico permanente e un piano di investimenti regionali. Il contesto in cui si muovono, peraltro, è normativo oltre che climatico: la legge italiana non fissa alcuna temperatura massima obbligatoria oltre la quale sospendere le lezioni. Il D.Lgs. 81/2008 impone al dirigente scolastico di valutare i rischi legati al microclima, ma la decisione di sospendere le attività o trasferire le classi in locali più freschi resta affidata alla sua discrezionalità, in assenza di soglie vincolanti.

Non mancano le voci che chiedono di spostare il calendario scolastico. La Società Italiana di Medicina Ambientale, tramite il presidente Alessandro Miani, ha suggerito di tenere chiuse le scuole al Sud Italia fino all'equinozio d'autunno, tra il 21 e il 23 settembre. Una proposta che Mario Rusconi, presidente dell'ANP di Roma, giudica non praticabile: per lui la soluzione è una sola, dotare gli istituti di condizionatori e impianti adeguati, non spostare le date. Intanto, i sindaci di quattro Comuni della provincia di Frosinone — Aquino, Castrocielo, Colle San Magno e Roccasecca — hanno già chiesto il posticipo della riapertura almeno al 14 settembre.

Sul fronte delle risorse, il governo Meloni ha stanziato 360 milioni di euro dal Fondo Sviluppo e Coesione per interventi sugli edifici scolastici, prevalentemente destinati a messa in sicurezza, adeguamento antincendio e abbattimento delle barriere architettoniche. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha annunciato un contributo aggiuntivo di 20 milioni per il raffrescamento degli istituti, mentre il Piano Scuole Verdi prevede 6 milioni per installare l'aria condizionata nelle scuole da 0 a 6 anni entro il 2027. È stata inoltre avanzata la proposta di un programma nazionale da 1,5 miliardi per l'adattamento climatico degli edifici scolastici. Cifre significative, ma i cui effetti concreti sulle aule sono ancora lontani. La responsabilità della manutenzione straordinaria degli edifici, va ricordato, spetta agli enti locali proprietari — i Comuni per le scuole di primo grado, le Province per le secondarie di secondo grado — e la catena decisionale è lunga. Intanto, il 15 settembre si avvicina, l'ordinanza regionale che vieta il lavoro all'aperto nelle ore più calde è stata prorogata fino al 30 settembre, e nelle classi il caldo resta.

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