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Nuova Legge Cinema, un fronte comune per il settore: dalla Camera ok all'Agenzia e al fondo per i lavoratori
Foto: Filipe Braggio / Pexels
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Nuova Legge Cinema, un fronte comune per il settore: dalla Camera ok all'Agenzia e al fondo per i lavoratori

Approvata alla Camera con ampio consenso la riforma del cinema e dell'audiovisivo. Nascono l'Agenzia e il Forum, e previste tutele per i lavoratori.

La Redazione ·11 settembre 2026 4:48 ·3 min di lettura

La Camera dei Deputati ha dato il via libera in prima lettura alla nuova proposta di legge sul cinema e l'audiovisivo, un provvedimento che ridisegna l'assetto del settore a distanza di dieci anni dalla precedente legge 220 del 2016. L'approvazione è avvenuta con un ampio consenso trasversale, registrando 218 voti favorevoli, 6 contrari e nessun astenuto, a testimonianza di un impegno condiviso tra le forze politiche. Il testo unificato, infatti, è il risultato della convergenza di cinque diverse proposte presentate da esponenti di maggioranza e opposizione, tra cui Partito Democratico, Fratelli d'Italia, Movimento 5 Stelle, Azione e Lega, e aveva già ottenuto l'unanimità in Commissione Cultura.

Il provvedimento passa ora all'esame del Senato per l'approvazione definitiva, ma già delinea un quadro di importanti novità per l'intera filiera. Uno dei cardini della riforma è l'istituzione dell'Agenzia per il Cinema e l'Audiovisivo, che diventerà operativa dal 1° gennaio 2028. Questo nuovo ente assorbirà le funzioni gestionali, operative e attuative che oggi fanno capo alla Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura (MiC). Al MiC, invece, rimarranno le cruciali funzioni di indirizzo politico, vigilanza strategica e ispezione sul settore, garantendo un controllo pubblico sulle direzioni generali.

Accanto all'Agenzia, verrà istituito anche il Forum per il Cinema e l'Audiovisivo, un organismo permanente pensato per la consultazione e il monitoraggio delle politiche pubbliche del settore. Il Forum avrà il compito di dare voce a tutta la filiera, favorendo un dialogo costante tra gli attori coinvolti e le istituzioni. Queste nuove strutture mirano a rendere più efficiente e partecipata la gestione e lo sviluppo del comparto culturale.

La legge interviene anche su aspetti cruciali per la sostenibilità economica e occupazionale. È previsto un riordino del tax credit, lo strumento di incentivazione fiscale, che sarà basato su criteri più precisi legati alle dimensioni delle imprese, alla qualità delle opere prodotte e alla congruità dei costi. Questo dovrebbe garantire un impiego più mirato ed efficace delle risorse, sostenendo produzioni di valore e imprese solide.

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Un'attenzione particolare è rivolta al fronte occupazionale, con l'introduzione di nuove garanzie previdenziali e assistenziali per artisti, tecnici e maestranze. La riforma prevede la revisione dell'indennità di discontinuità e degli ammortizzatori sociali, misure fondamentali per dare stabilità a professionisti che spesso operano con contratti a termine o a progetto. Sarà inoltre istituito un fondo di solidarietà destinato ai lavoratori in condizioni di fragilità economica, con una dotazione significativa di 10 milioni di euro l'anno dal 2027 al 2030, un segnale concreto di supporto per chi vive le incertezze del settore.

La delega al governo, da esercitare entro due anni dall'entrata in vigore della legge tramite decreti legislativi, estende il suo raggio d'azione anche ai videogiochi e include principi di trasparenza nell'impiego dell'intelligenza artificiale. L'obiettivo è tutelare autori, interpreti, esecutori e titolari dei diritti in un panorama tecnologico in continua evoluzione, assicurando che le nuove frontiere digitali non compromettano la creatività e il lavoro umano.

Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha accolto l'approvazione come "un risultato concreto, frutto del contributo di maggioranza e opposizioni", definendolo un "modello di coesione". Anche la Sottosegretaria Lucia Borgonzoni ha sottolineato l'importanza del provvedimento, menzionando i 200 milioni di euro reperiti per il comparto e una crescita del box office del 21,6% rispetto alla media pre-pandemia nel 2026. Elly Schlein, prima firmataria di una delle proposte di legge confluite nel testo, ha espresso gratitudine a Pupi Avati per l'appello a un lavoro trasversale, evidenziando come la collaborazione sia stata la chiave per un passo avanti significativo per il cinema e l'audiovisivo italiano.

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