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Domotica in casa, bollette giù: i bonus 2026 per un'efficienza che conviene
Foto: HUUM │sauna heaters / Pexels
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Domotica in casa, bollette giù: i bonus 2026 per un'efficienza che conviene

Nel 2026, i bonus fiscali premiano chi investe in domotica. Rendi la tua casa più efficiente con termostati smart e valvole, e taglia le bollette.

La Redazione ·7 settembre 2026 7:06 ·4 min di lettura

Rendere la propria casa più efficiente e, di conseguenza, più economica da gestire è un obiettivo condiviso da molti, e il 2026 offre nuove opportunità per raggiungerlo. Non solo si tratta di un vantaggio economico, ma anche di un passo verso un maggiore comfort abitativo e una riduzione dell'impatto ambientale. Grazie a specifiche agevolazioni fiscali, è possibile aggiornare il proprio sistema di riscaldamento con tecnologie intelligenti, capaci di ottimizzare i consumi e offrire un controllo più preciso sulla temperatura domestica.

Al centro delle novità ci sono i termostati intelligenti e le valvole termostatiche per i radiatori. Questi dispositivi, che permettono un controllo più preciso e spesso remoto della temperatura – ad esempio, tramite app dedicate – consentono di evitare sprechi, riscaldando solo quando e dove serve. Rientrano tra le spese agevolabili attraverso i bonus fiscali attivi in Italia quest'anno. L'obiettivo è chiaro: spingere verso l'adozione di soluzioni smart che migliorino l'efficienza energetica degli edifici, con un beneficio diretto sulle bollette dei cittadini e un minore dispendio di risorse.

Il Bonus Domotica: un'opportunità nell'Ecobonus

Non si tratta di un bonus autonomo, ma di una misura che si inserisce all'interno del più ampio Ecobonus. Il cosiddetto "Bonus Domotica" incentiva l'acquisto, l'installazione e la configurazione di sistemi di building automation per il controllo remoto degli impianti termici, che includono riscaldamento, climatizzazione estiva e produzione di acqua calda sanitaria. Per le spese sostenute nel 2026, la detrazione fiscale ammonta al 36% per le abitazioni principali e al 30% per le seconde case, calcolata su un tetto massimo di spesa di 15.000 euro.

La detrazione viene recuperata in 10 rate annuali di pari importo attraverso la dichiarazione dei redditi (IRPEF). Tra le spese ammissibili rientrano l'acquisto e l'installazione di dispositivi elettronici e meccanici come termostati intelligenti, valvole termostatiche smart, centraline domotiche HVAC, sistemi di monitoraggio energetico e sensori. È fondamentale che questi dispositivi rispettino almeno la Classe B della norma EN 15232 per i sistemi di building automation. Attenzione: sono escluse le spese per l'acquisto di strumenti di controllo come smartphone, tablet e computer.

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Per accedere a questa agevolazione, i pagamenti devono essere effettuati tramite il cosiddetto "bonifico parlante" (o bonifico per agevolazioni fiscali), uno strumento indispensabile per garantire la tracciabilità della spesa e il suo riconoscimento fiscale. È fondamentale indicare una causale specifica, il riferimento normativo all'Ecobonus (Legge n. 296/2006), il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA o codice fiscale della ditta esecutrice. È inoltre obbligatoria la comunicazione all'ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile), un passaggio cruciale per monitorare l'efficacia degli interventi di riqualificazione energetica a livello nazionale. È importante sapere che, dal 2026, non è più possibile ottenere lo sconto in fattura né la cessione del credito d'imposta per i nuovi interventi.

La domotica nel Bonus Ristrutturazioni

Anche il Bonus Ristrutturazioni (o Bonus Casa) può includere interventi di domotica, purché siano integrati in lavori edilizi più ampi, come la ristrutturazione di un appartamento o la riqualificazione di un impianto. Questa integrazione permette di massimizzare i benefici, modernizzando l'abitazione su più fronti. In questo caso, per le spese sostenute nel 2026, la detrazione è del 50% per interventi sull'abitazione principale e del 36% per altri immobili, con un tetto massimo di spesa ammissibile di 96.000 euro per unità immobiliare. Anche qui, la detrazione è recuperata in 10 anni tramite detrazione IRPEF e richiede il "bonifico parlante" con causale specifica. La compilazione della Scheda descrittiva per l'ENEA è semplificata rispetto all'Ecobonus, non richiedendo l'importo della spesa né la quantificazione del risparmio energetico, il che snellisce la procedura per il cittadino.

Queste misure si inseriscono in un contesto normativo più ampio, influenzato dalla Direttiva Europea sull'efficienza energetica degli edifici (EPBD), nota come "Direttiva Case Green". Questa direttiva sta orientando gli investimenti verso tecnologie più efficienti e compatibili con la transizione energetica, prevedendo uno stop alla produzione e vendita di caldaie a combustibili fossili entro il 2035. Già dal 1° gennaio 2025, la semplice sostituzione di una vecchia caldaia a condensazione alimentata a metano o GPL non è più agevolabile tramite i principali incentivi fiscali. L'unico modo per ottenere bonus sulle caldaie è optare per un sistema ibrido, costituito da una caldaia e una pompa di calore.

Per i cittadini, ciò significa che investire in sistemi di termoregolazione smart non è solo un modo per risparmiare sulle bollette nel breve e lungo termine, ma anche un passo concreto verso un futuro energetico più sostenibile e in linea con le direttive europee che spingono per edifici a impatto zero. È fondamentale informarsi bene e seguire le procedure corrette per non perdere l'opportunità di rendere la propria casa non solo più efficiente e confortevole, ma anche pronta per le sfide energetiche del domani.

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