Di Battista ricoverato a Cuba, medici del Gemelli volati a L'Avana per valutare il rientro
L'ex deputato M5s, 48 anni, è in gravi condizioni all'ospedale Hermanos Ameijeiras dopo un malore il 28 agosto. Cosciente, scrive sui social: «Ce la metterò tutta».
È cosciente, risponde ai medici e trova ancora la forza di scrivere sui social. Ma le sue condizioni restano gravi e il rientro in Italia non è ancora possibile. Alessandro Di Battista, 48 anni, ex deputato del Movimento 5 Stelle, è ricoverato a Cuba dall'28 agosto 2026, quando ha accusato forti mal di testa e un malore — descritto da alcune fonti come un ictus — mentre si trovava sull'isola per realizzare un reportage.
Il giorno dopo il malore, ripresa conoscenza e tornato a rispondere ai medici, è stato trasferito in ambulanza dall'ospedale di Santa Clara all'ospedale Hermanos Ameijeiras de L'Avana, una delle strutture meglio attrezzate del paese, sebbene non immune dalle carenze che il lungo embargo statunitense impone al sistema sanitario cubano. Qui le sue condizioni sono monitorate in attesa di capire se e quando sarà possibile rimpatriarlo.
Per accelerare quella valutazione, il governo italiano ha fatto partire due specialisti del Policlinico Agostino Gemelli di Roma: il neurochirurgo Francesco Doglietto e Massimo Antonelli, direttore dell'UOC di Terapia Intensiva. I due medici sono arrivati a Cuba il 31 agosto, insieme alla compagna di Di Battista, Sahra Lahouasnia. Toccherà a loro decidere se le condizioni del paziente consentono il trasferimento in aereo sanitario — mezzo che il governo ha già messo a disposizione, ma che per ora resta a terra.
Nel frattempo, Di Battista non ha smesso di comunicare. Rispondendo su social media a Ilaria Loquenzi, ha scritto: «Ce la metterò tutta per tornare presto». Ha risposto anche al pizzaiolo napoletano Gino Sorbillo, che lo aveva invitato a Napoli: «Ti vengo a trovare presto», accompagnando il messaggio con una foto di un piatto di riso e pollo dall'ospedale. Un segnale di presenza, quasi di normalità, in una situazione tutt'altro che normale.
Sul piano istituzionale, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un colloquio telefonico diretto con Di Battista, uscendone con un'impressione positiva sul piano del morale: lo ha trovato «combattivo nel tono, non indebolito nel morale nonostante la complicata situazione». Durante la telefonata, Di Battista ha descritto le condizioni dell'isola e la necessità, a suo avviso, di sostenere il popolo cubano — tema al centro del reportage che stava realizzando per Il Fatto Quotidiano e TvLoft, nell'ambito di un progetto intitolato La polvere del mondo. Tajani ha garantito che il governo farà «tutto quello che serve per lui come bisogna fare per ogni cittadino italiano in condizioni simili», augurando un rapido rientro a Roma.
La vicenda mette in luce, al di là delle simpatie politiche, un meccanismo di assistenza consolare che funziona: aereo sanitario pronto, medici specialisti inviati sul posto, contatto diretto del ministro con il paziente. È la risposta ordinaria dello Stato a un cittadino in difficoltà all'estero — e in questo caso, a uno che ha costruito la propria identità pubblica proprio sul racconto dei luoghi più difficili del mondo. Cuba, con le sue strutture ospedaliere parzialmente efficienti ma sottoposte a una pressione cronica di risorse, è uno di quei luoghi. La prognosi resta riservata, e nelle prossime ore la valutazione dei medici del Gemelli sarà decisiva per capire se Di Battista potrà tornare a curarsi in Italia.