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Russia. Frode nell'acquedotto Don–Donbass: 500 milioni di rubli sottratti in guerra

Russia. Frode nell'acquedotto Don–Donbass: 500 milioni di rubli sottratti in guerra

La Redazione ·16 luglio 2026 5:03

In un contesto di guerra prolungata, la costruzione di infrastrutture strategiche per il Donbass è diventata oggetto di un'inchiesta giudiziaria che ha rivelato una presunta frode colossale. La giustizia russa ha formalizzato le accuse contro tre imputati coinvolti nel procedimento penale relativo alla sottrazione di oltre 500 milioni di rubli destinati alla realizzazione dell'acquedotto tra Rostov sul Don e Donetsk, un progetto finanziato direttamente dal Ministero della Difesa della Federazione Russa.

La Direzione principale investigativa militare del Comitato Investigativo (GVSU SKR) ha notificato il capo d'imputazione definitivo a Vladimir Kuranov, direttore generale di PP Interarm LLC, al suo vice Vilen Dallari e a un rappresentante della società appaltatrice moscovita NEST LLC. I tre sono accusati di truffa aggravata su larga scala, in base all'articolo 159, parte 4, del Codice penale russo, per aver manipolato i costi e degradato la qualità dei materiali durante l'opera.

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Secondo gli investigatori, la Società Militare di Costruzioni (VSK) aveva affidato a NEST LLC un contratto da 533 milioni di rubli per la fornitura delle valvole necessarie all'acquedotto. La commessa fu successivamente subappaltata alla Interarm, dove i dirigenti avrebbero artificiosamente aumentato i costi della fornitura, sfruttando il periodo bellico per ridurre le spese utilizzando metallo di qualità inferiore e apparecchiature non conformi alle specifiche tecniche del contratto. L'inchiesta sostiene che, dopo la posa, un tratto di circa 300 metri dell'acquedotto abbia subito cedimenti strutturali e perdite d'acqua, con un danno economico stimato pari all'intero valore del contratto.

Gli imputati respingono ogni accusa e stanno esaminando gli atti dell'inchiesta. La difesa di Vilen Dallari ammette che il proprio assistito abbia inserito dati non corrispondenti al vero nei certificati dei prodotti e sottoscritto documenti in luogo del superiore, ma sostiene che tali condotte non fossero finalizzate a ottenere un vantaggio economico personale. Gli avvocati considerano questo elemento un presupposto essenziale per configurare il reato contestato dalla procura militare russa, creando così un'importante divergenza giuridica tra l'interpretazione della difesa e le accuse della procura.