Nel corso dell’ultimo anno il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico ha consolidato un modello di crescita che intreccia assistenza, sostenibilità e innovazione. I numeri parlano con chiarezza: oltre un milione di prestazioni ambulatoriali, circa 29.000 ricoveri complessivi, una forte accelerazione dei percorsi clinici e un’impronta ambientale sempre più contenuta. Non si tratta soltanto di risultati operativi, ma del riflesso di una strategia che prova a tenere insieme efficienza e umanità, tecnologia e prossimità, sviluppo e responsabilità.
Al centro di questo percorso c’è una visione precisa della cura, intesa come servizio alla persona e alla comunità. Il Policlinico ha scelto di rafforzare i propri processi con una Politica di Sostenibilità appena approvata, pensata per orientare le azioni della Fondazione verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. In questa cornice si colloca anche il lavoro di rendicontazione, costruito secondo standard internazionali, che rende misurabili gli impatti ambientali e sociali dell’istituzione e offre una base concreta per le scelte future.
Sul fronte ambientale, il cambiamento è tangibile. L’energia elettrica acquistata proviene interamente da fonti rinnovabili e oltre la metà di quella utilizzata viene già autoprodotta grazie a un impianto fotovoltaico e a un sistema di trigenerazione. La riduzione dei consumi energetici supera i 10 Terajoule, un risultato reso possibile dal revamping del sistema di trigenerazione, dalla rifunzionalizzazione di sei torri evaporative e dall’uso dell’Intelligenza Artificiale per il controllo dei parametri. Anche le emissioni dirette e indirette si sono ridotte in modo significativo, mentre la gestione dei rifiuti mostra un’evoluzione altrettanto concreta: meno scarti complessivi, più materiale avviato a recupero, quasi raddoppiato rispetto all’anno precedente. È la prova che la sostenibilità, quando è integrata nei processi, smette di essere un principio astratto e diventa una leva industriale e sanitaria insieme.
La stessa logica di responsabilità attraversa l’attività clinica. L’offerta assistenziale continua ad ampliarsi, dalle prestazioni ambulatoriali ai ricoveri, dal Pronto Soccorso alla radioterapia. Gli accessi all’emergenza hanno sfiorato quota 35.000, mentre i pazienti seguiti in radioterapia sono stati più di 6.800. Dentro questi dati c’è l’immagine di una struttura capace di rispondere a bisogni diversi e complessi, mantenendo un equilibrio delicato tra alta intensità di cura e accessibilità. È qui che il Policlinico ha concentrato anche il proprio investimento nel digitale, con l’obiettivo di integrare strumenti avanzati nei percorsi clinici e assistenziali senza smarrire quella umanizzazione delle cure che ne definisce l’identità.
Accanto alla dimensione tecnologica, resta decisiva quella sociale. Il potenziamento di Tariffa Amica ha permesso di erogare più di 170.000 prestazioni sanitarie a tariffe agevolate, con un incremento importante rispetto all’anno precedente. A questo si affianca la rete degli Ambulatori Open, spazi pensati per avviare rapidamente la presa in carico in alcune aree cliniche ad alta rilevanza, e un insieme di campagne di prevenzione e screening gratuiti che portano il Policlinico fuori dalle sue mura, nel territorio e tra le persone. In questa stessa direzione si inseriscono i progetti solidali rivolti alle fasce più fragili, come l’intervento realizzato con AS Roma nell’ambito di Stronger Together, che ha portato prestazioni gratuite e supporto concreto a chi vive in condizioni di marginalità.
Tra gli sviluppi più significativi c’è anche l’apertura del nuovo Centro Antiviolenza, realizzato con Assolei APS. Uno spazio pensato per ascoltare, orientare e proteggere, offrendo sostegno psicologico e legale alle donne che subiscono violenza. In pochi mesi il centro ha già intercettato centinaia di contatti e avviato decine di percorsi di presa in carico, segnalando un bisogno reale e urgente. I casi seguiti mostrano un quadro complesso, in cui la violenza verbale e psicologica si intreccia spesso con controllo, minacce e isolamento. Anche qui il senso dell’intervento non è solo sanitario, ma profondamente civile.
Dietro tutto questo c’è una comunità professionale ampia e giovane, composta da 1.840 persone, con una presenza femminile superiore al 60% e una rappresentanza significativa anche nei ruoli dirigenziali. È un dato che parla di competenze, ma anche di equilibrio organizzativo e valorizzazione delle differenze. Il Policlinico cresce perché investe nelle persone che lo rendono possibile, dentro una cultura del lavoro che lega qualità, parità di opportunità e attenzione al contesto.
La presentazione del bilancio è stata anche l’occasione per guardare oltre il presente. L’innovazione, e in particolare l’Intelligenza Artificiale, viene considerata come una leva destinata a incidere sempre di più sulla salute e sui modelli di cura. Da questa prospettiva prendono forma anche nuovi progetti di sviluppo, tra cui l’apertura di due poliambulatori nella Capitale: il Medical Center Eur Torrino, previsto per l’inizio del 2027, e il Medical Center San Paolo, atteso per il 2028 e orientato in larga parte ai servizi in regime di privato sociale. È l’estensione naturale di un modello che non si limita a curare, ma prova a costruire infrastrutture di salute più vicine, più efficienti e più inclusive.







