Donald Trump non le manda a dire. “Papa Leone è un debole”, tuona dal suo Truth Social, e non si ferma qui: “Senza di me alla Casa Bianca, lui non sarebbe in Vaticano”. Parole che squarciano il velo di diplomazia tra la superpotenza americana e il cuore della Chiesa cattolica, segnando una frattura profonda, forse irrimediabile.
Lo scontro ribolle da tempo, covato sotto divergenze su guerre e pace. Il pontefice americano – il primo nella storia millenaria della Chiesa – aveva osato condannare il delirio di onnipotenza che alimenta i conflitti, invocando la fine delle ostilità proprio mentre inviati USA e iraniani negoziavano in Pakistan. Prima ancora, aveva bollato come inaccettabile la minaccia trumpiana di radere al suolo l’intera civiltà persiana in una notte. Reazioni stizzite, inevitabili. Ma stavolta Trump alza la posta, puntando dritto al leader di 1,4 miliardi di fedeli.
“Pessimo in politica estera, amico del crimine”, accusa il presidente, furioso per l’accettazione implicita di un’Iran nucleare e per le critiche alle sue politiche di sicurezza che, a suo dire, hanno abbattuto la criminalità ai minimi storici. La polemica si allarga come un’onda: dall’intervento in Venezuela – quel rapimento sanguinoso del presidente Nicolas Maduro – agli incontri del papa con perdenti della sinistra come David Axelrod. “Non voglio un papa che critica il presidente eletto a valanga”, scrive Trump, rivendicando il mandato popolare come scudo inviolabile.
E qui arriva il colpo di scena, quasi surreale. Trump si attribuisce il merito dell’ascesa di Leone XIV, al secolo Louis Prevost: una nomina sconvolgente, fuori da ogni lista di papabili, scelta solo perché americano, per meglio gestire i rapporti con il tycoon. Senza la mia presenza, insiste, il Vaticano avrebbe scelto altro. Un papa di sinistra radicale danneggia la Chiesa, avverte, dispensando consigli da leader: smetti di fare politica, usa il buon senso, concentrati sul tuo ruolo spirituale. Altrimenti, il danno è irreparabile – per te e per i cattolici.
L’ultima stoccata? Trump elogia il fratello del papa, Louis, totalmente MAGA, che “ha capito tutto”. Una foto virale li ritrae insieme alla Casa Bianca, simbolo di fedeltà opposta. Il Vaticano tace, prudente, mentre Leone XIV parte per un viaggio di undici giorni in Africa. Ma il gelo si propaga: oltre ai legami diplomatici, minaccia il voto dei cattolici americani, con le midterm all’orizzonte. Uno scontro che ridefinisce alleanze, fede e potere, in un mondo dove sacro e profano si scontrano senza quartiere.







